domenica

L' Apparizione di Lola Ferri.

Lola Ferri è (sarebbe, vorrebbe essere) una nuova stellina del porno italico.
un forumista l'ha avvistata alla Fiera del Sesso di Milano.

addirittura.






HB

da sZ

Psicopatologia della Zeta Quotidiana - 9

Balkan Wolf (2)

è vero, ancora una volta BW.
ma BW è uno spunto.
ultimamente ci sono state, in giro per sZ, tensioni botte da orbi chiarimenti, ban fulminei e addii temporanei.
ma ripeto, bw è uno spunto di discussione su dinamiche, apparenze, debolezze, ineluttabilità, manifestazioni, maschere ed identità di ciascuno di noi.




HB

da sZ

Psicopatologia della Zeta Quotidiana - 8

Kronos.

kronos è il re del quote, del riporto dei post cui ribatte punto per punto, con perizia e puntigliosità, sfracassando balle e pazienza al malcapitato che cade sotto la sua scassaminchieria laser.



HB

da sZ

Un Premio per HB

su sZ ogni anno si votano i Super Zeta Awards.
io sono spesso tra i nominati.
ma a me, dei premi, non interessa.
no, davvero.






HB

da sZ

Silvia 79 fa Benzina.

Silvia79, la reginetta podestre, ha postato su sZ una sua foto al distributore di benzina


(qui)

noi siamo in possesso della foto originale, questa:



HB

da sZ

Psicopatologia della Zeta Quotidiana - 7









(cangaceiro è stato bannato innumerevoli volte, ha infranto innumerevoli regole, innumerevoli volte si è reiscritto con nick falsi).

da sZ

Le caprette di Emanuelle Cristaldi.

un utente di sZ scrive( qui) ad Emanuelle che lui ama mangiare le caprette arrosto.

Emanuelle adora gli animali, ha due caprette, e gli risponde.

...lei?




HB

da sZ

Emanuelle Cristaldi e la Gallina

nel suo lungo topic su sZ, la pornostellinadjetc
emanuellecristaldi ha scritto:

*
Scusate, facciamo un momento di raccoglimento e preghiera per una povera gallinella, abbastanza cucciola di neanche 6 mesi, che è stata presa oggi dal mio cane Viola, l'ha morsicata tutta
(...)
L'abbiamo messa in una poltrona, davanti al camino, per scaldarsi e vedere se domani migliorerà.
(...)
se la vedeste, poverina, tutta coperta, come una bellissima personcina dignitosa, che sta zitta nel suo dolore
(...)
un povero animalino, che sta davanti ad un camino, tutto infreddolito e con gli occhini chiusi
(...)
Domani se la gallina starà meglio, vi manderò la foto!!!




HB

da sZ

Emanuelle Cristaldi e il Morbo di Peter Pan

emanuellecristaldi ha scritto:

( qui )
"Io adoro essere corteggiata in eterno, se no non sarei Emanuelle Cristaldi "l'eterna bambina", che non vuole crescere mai, ha il morbo di Peter Pan"



HB


da sZ

Psicopatologia della Zeta Quotidiana - 6

Balkan Wolf.



da sZ

Psicopatologia della Zeta Quotidiana - 5

Io & Emanuellecristaldi



da sZ

venerdì

Psicopatologia della Zeta Quotidiana - 4

Lilith & Shosholoza

"il lupo e l'agnello dormiranno fianco a fianco"
Lilith e Shosholoza no.
ed è probabile che spacchino i denti anche all'agnello e al lupo.




da sZ

Psicopatologia della Zeta Quotidiana - 3

Wardog.

Wardog è una macchina da guerra.
che altro aggiungere?
le mie ultime volontà, probabilmente.




da sZ

Psicopatologia della Zeta Quotidiana - 2

Speranzini.

Speranzini è un utente di sZ, tra i più particolari.
tutto ciò che riguarda puzze corporali, esperienze escrementizie e laidità varie, lo riguarda.
in coda alla tavola un estratto dei suoi post, dove il tipo esce a tutto tondo.


*
Speranzini ha scritto:
Mar Giu 10, 2008 12:50 pm
"per il resto i miei difetti mi piacciono anche la puzza di piedi e le scorre"

*
Speranzini ha scritto:
Mar Giu 10, 2008 12:56 pm
"mica faccio sentire le mie puzze alla gente. immagino anche voi
dico solo che mi piacciono ma con questo non sto dicendo che non mi lavo"

*
Speranzini ha scritto:
Mar Giu 10, 2008 1:23 pm
"le scorregge le fanno tutti e li annusano tutti pure quelli che fanno i sopraffini"

*
Speranzini ha scritto:
Sab Giu 21, 2008 10:43 am
"una volta nella vasca da bagno ho provato a mettermi un dito nel culo è entrata l'acqua tipo clistere sono uscito di corsa sul cesso se no cagavo nella vasca"

*
Speranzini ha scritto:
Sab Giu 28, 2008 3:15 pm
"le puttane mica se la lavano per scopare con me quindi siamo pari"


da sZ

Psicopatologia della Zeta Quotidiana - 1

(prima puntata della pubbblicazionew integrale degli appunti del dott. HB sullo stato psichiatrico degli utenti del forum sZ.)

Ibist e Philippe Mexes.



antefatto:
ibist, personaggio controverso di sZ, manda all'utente philippe mexes un virus, che gli impalla il pc.
p. mexes s'infuria.

il post di ibist dice:

"L'altro giorno stavo cercando di capire se il virus creato per gioco dal mio team di esperti potesse essere una nuova genialata da elargire e ho mandato il file al nostro Philippe Mexes....che si è infuriato...
E' riuscito a rimuovere virus ma si è incazzato dicendo che il pc lui lo usava per segarsi e che avrei rovinato la sua soddisfacente vita sessuale.
Io sono dispiaciuto...però la gente è veramente strana...capisco che non siamo amici...ma uno scherzo ogni tanto mette di buon umore...
"

( da superZ, La cavia da VIRUS: il caso Philippe Mexes. )

In morte di Docu.



docu, docu...
docu lo sapete chi è docu, quel tipo belloccio che si aggira per il locale sproloquiando senza posa, di tavolo in tavolo attaccando bottone con chiunque voglia stare ad ascoltare le sue infinite egolalie su se stesso ed il mondo che vorrebbe, fatto di fabrizicorona e zòccole tenere che pendono soltanto dal suo saporitissimo (a quanto dice) liquido prostatico.

docu docu...

beh, docu è morto
.

*

"lo stiamo perdendo ancora?"

canella si lecca pollice ed indice, poi separa le palpebre di docu, abbandonato sulla poltrona.

"crede di sognare. in realtà sta avvenendo qualcosa di più terribile".

mongo si versa ancora da bere, poi ne riempie altri due per me e doc, lasciandoli in attesa sul tavolo.

canella si guarda in giro.

"smmmmchchchchch sssssmchchchch" poi labbreggia, mimando con le stesse dita usate per slabbrare le palpebre di docu il movimento di chi compulsa del denaro con i polpastrelli.

da sotto la scrivania sale un rantolo.

scostiamo la sedia.

il Gattiglio è li.





sta su un fianco, e agita le zampe come un bartali che pedala a vuoto, ormai pazzo.

"il gatto è nervoso. è agitato" sussurrà canella, mentre le vibrisse del Gattiglio si impennano per un attimo, per poi ricadere come spaghetti scotti ai lati del muso.

"è furioso" dico.

lo è.

il Gattiglio sapete chi è.

ne avete già letto qui.


mongo con la punta dello stivaletto spinge la sedia a chiudere il varco sotto la scrivania.

"quindi?", chiede.

"sta ricevendo i pensieri di docu. tutti. nel cervello."

guardiamo il Gattiglio.

"cioè docu pensa, sbarella, sogna, e tutto quel casino si riversa nel cervello del micio?"

"esattamente".

docu adesso punta il mento al soffitto, un rivolo di bava gli disegna un fiumiciattolo da presepe napoletano giù per il collo, fino ad inzuppargli la camicia.

"è la sua particolarità, no? raccoglie lo smegma psichico che aleggia per il Locale".

il Gattiglio soffia, scopre i denti e poi si disanima.

"soffre?".

canella non risponde, sembra cospargersi di talco sui pettacci del gessato, ma in realtà sta cercando qualcosa.

"sta soffrendo?", chiedo ancora, mentre il Gattigilio emette un gnagnolio lugubre e strascicato, la colonna sonora di un incubo nero e urticante.

"no", mormora canella, sgusciando la rivoltella dalla tasca interna della giacca.

mongo si lascia cadere sul divano, prende tra le dita un cuscino e lo lancia al medico ex boxeur, che lo afferra con naturalità e lo pressa conro la canna della pistola.

"adesso non soffre più".

preme il grilletto, l'esplosione è soffice e condita di piume.

poi la bestia si irrigidisce, per un attimo, strabuzza gli occhi e crepa.

il gattiglio invece sembra ridestarsi.

tende le orecchie come due coltelli a serramanico che si armino per colpire.

ci fissa, il cervello snebbiato, ed emette un grameeeeovzzz di ringraziamento.

è libero.

torna di la, a monitorare il Locale.



"docu è morto?" chiede mongo, dardeggiando con la punta della lingua la fessura in cima ad un bocchino d'avorio, picchettato di rosso, abbandonato dall'atrice armena che frequenta ultimamente.

"chi non lo è, di noi?" chiede danny, lasciando cadere un ampio velo damascato su docu, rigido sulla sedia, come una voliera piena di uccelli addormentati al giungere della notte.


HB

lunedì

Duffy Samsa

la prima foto è di Silvia 79.
ma è finta.
le altre, sono vere.

non so se mi spiego.







HB

( da superZ, Fetish casalingo: alcune foto dei miei piedi. )

sabato

Giustizia.



il governo berlusconi ha deciso di bloccare tutti i denti del giudizio di 1°, 2° e 3° grado.

domenica

L'ammiratore.

silvia 79, infaticabile, posta su sZ due nuove foto, che come spiega raffigurano un suo nuovo ammiratore.

"(...)ho fatto visita in un locale che una mia amica ha recentemente inaugurato a Torino: Extreme Cafè.
Ho trovato un nuovo "ammiratore"."


il fortunato sarebbe questo:






ma si tratta di un falso clamoroso.

noi siamo in grado di mostrarvi le vere foto dell'incontro



HB

( da superZ, Fetish casalingo: alcune foto dei miei piedi. )

L'abbraccio.

"vado, compro del pane e prosciutto per mangiarlo nel pomeriggio, poi torno".

stava ancora pensando all'odore di mollica calda, e di conseguenza ad una mattina di 10 anni prima, seduta su un muretto di pietra accanto ad un ragazzino riccio e sconosciuto, un po' strabico e col quale avrebbe parlato qualche ora dopo, mentre il resto della comitiva si lanciava scemamente palle di neve,
quando una mano le ficcò due dita nell'incavo del gomito, come un cavaliere sgarbato che ti invita a ballare nonostante tu non voglia, e poi percorse 20 metri di asfalto senza renderesene conto, con le suole delle scarpe quasi due fiammiferi che non vogliono saperne di accendersi.

annamaria non riuscì a impedire al proprio naso di lanciarsi nel desiderio di annusare davvero prosciutto e pane, mentre una zaffata di dopobarba dozzinale le si apriva davanti al viso come un sipario cosparso di varechina.

il sesso dell'uomo nell'ombra le cadde sulla linea del naso, con un anonimo pif che fu l'ultima cosa dolce che le capitò di sentire, prima che delle unghie rigide le disegnassero cinque piccole lune lacerate sotto ai capelli ed uno schiaffo le disarticolasse le mandibole, dando il via ad un fischio ronzante nella sua testa.

quindi stava accadendo, senza che nessuna delle teorie di difesa lette su La Donna le tornassero in mente, perchè allo schiaffo ne seguirono altri che le gonfiarono un occhio e le sgonfiarono la forza via dalle gambe.

non si era fatta il bidet.

era uscita per comprare del pane e prosciutto e sarebbe tornata subito, era domenica e non si era fatta il bidet.

e così quando il sesso dell'uomo le spinse contro il pube, le parve di udire quasi il crepitio di quel suo pelo crespo disincrostarsi, un crrrrrrrrrr secchissimo, più secco e arido della piccola conca di sangue fresco e scuro che le invase il ventre.


poi lui le zampillò dentro tremando e ridacchiando, sussurrandole all'orecchio qualcosa che suonò come un complimento sbavato, fatto di X e J e Y e K.

si rialzò, le ginocchia come due nacchere impazzite, dopo essere rimasta un po' così, a sentire il vento basso della stradina laterale dirle qualcosa di confuso nelle orecchie, tra le ciocche di capelli unte di sputo.

aprì meccanicamente la porta di casa, scivolò rigidamente sotto una coltre di coperte morbide e pesanti, 9 minuti dopo, che le si richiusero sopra come un bacio.

si sforzò di ricordare l'odore forte del prosciutto e del pane caldo, ma il naso impiastricciato non ne fu capace, ancora ubriaco di quel nuovo profumo forte e sconosciuto, osceno e crudele, sotto al quale si addormentò.

nel sonno ebbe chiara quale cosa avrebbe ricordato per sempre come una delle più orribili della sua vita.
non lo stupro, quel farsi strada dentro di lei di carne e rabbia.
si sarebbe odiata a vita per aver abbracciato l'uomo.

negli anni a venire avrebbe sempre ricordato come le sue braccia impaurite avevano agito di volontà propria, cingendosi intorno alle spalle del tipo, in un abbraccio spontaneo e che l'avrebbe spinta, per il resto della sua esistenza, a martoriarsele involontariamente, con pizzichi e piccoli tagli provocati dalle sue unghie, ogni volta che la paura o l'ansia l'avessero assalita.



*


siamo qui, nel salotto buono di SZ.

il vetraio polacco, dopo il settimo bicchiere, vomita socchiudendo gli occhi, quasi avesse tra le labbra un oboe gigante e noi non lo vedessimo.
si pulisce con la manica della giacca le labbra, stiracchiandole prima a destra, dopo a sinistra.

è tranquillo ed allegro.

è fidanzato.


lo è da un mese, la sua vita non è cambiata molto se non fosse che adesso quando torna a casa la sera c'è chi lo guida per il corridoio, sostenendolo sotto le ascelle, gli svita gli stivaletti di plastica dai piedi e lo lascia cadere sul divano del soggiorno.
lei si chiama Doina, è di bucarest, lava le scale nel retro di una tipografia in città, ha le tette grosse e i capelli gialli e radi.
lui le vuole bene, lei lo rispetta e le uniche cose che lui disprezza di lei sono i piatti alluci valghi, ma quando scopano lui le ha chiesto di indossare delle calze di cotone pesante, e mentre lei in questo vede un'adorabile innocua fissazione di lui, lui riesce a sovrastare il disgusto per quell'anomalia e a godersi il resto del corpo.

aveva un cane, un bastardo color nocciola dagli occhi sporgenti come un granchio, si chiamava Pitz e gli trotterellava appresso spesso.

Pitz è morto gettando fuori le budella dal naso, il giorno che mentre lui vomitava vino nel retro del locale, accanto al castello di bidoni, un autocompattatore comunale ha posteggiato la ruota proprio sulla schiena del piccolo bastardo nocciola.

il vetraio polacco aveva terminato di vomitare, disturbato dal clangore dei pistoni, e quando aveva notato Spitz sotto la ruota aveva tentato di tirarlo fuori, strattonandolo per le zampe davanti.

quando entrò nel locale con tra le mani mezzo cane, Canella posò la sigaretta sul bordo del piccolo piatto di ceramica, gli chiese cosa fosse successo,e quando quello glielo disse gli assicurò che se avesse lasciato la bestia sotto la ruota quella sarebbe morta lo stesso, ma almeno senza i suoi strattoni sarebbe rimasta intera, e non sbrindellata in due pezzi.

il vetraio si chiama Dariusz, paga puntualmente le sue consumazioni e non sopporta la musica jazz.

ma ama bere ai nostri tavoli, ama l'ancheggiare delle ballerine e di tanto in tanto, quando il locale non brulica, si ferma a sfidare Dietmar, il barista, a braccio di ferro.

...

questa sera Dietmar è stanco, e quando Dariusz si avvicina per la solita sfida, lo invita a rimandare il gioco alla volta dopo.

Dietmar non ha voglia di afferrargli la mano sporca di vomito.

allora Dariuz si siede all'ultimo sgabello, come fa quando è in vena di confidenze, e resta a parlare con Dietmar di donne.

è un pegno che il tedesco accetta di pagare, a volte, quando rappresenta l'ultimo atto prima che un vecchio sbronzo abbandoni il locale.


...


è notte.

gli ultimi conti sono fatti, mongo ha una virgola rossa sul colletto della camicia che scompare nel nulla e riprende sul suo collo.
mongo odia le smancerie, e spesso interrompe baci troppo lunghi con secchi scatti della testa, come se improvvisamente sul fondo della sala comparisse un vecchio amico e lui lo salutasse.

Dietmar ha terminato, ripiega con cura lo straccio sotto al banco e passa a salutarci.

"Quel Dariusz" poi dice.
lo fisso mentre con un gioco di dita riannodo la stringa di una scarpa.
"Sembra una bestia" -prosegue Dietmar, indossando la sua giacca di pelle screpolata -"eppure è capace di struggersi fino alle lacrime per la tenerezza di un ricordo" dice.

Lilith ci passa accanto, ha le palpebre viola ed un sorriso stanco.

"Mi ha raccontato" -conclude Diet, tirando su la zip che gli attraversa il torace -"del suo abbraccio più tenero e bello. l'ultimo, fugace, nel buio di un vicolo, da parte della ragazza più bella del mondo, e che non avrebbe rivisto mai più".

Una nota, un diesis, ci fa voltare, rompendo l'atmosfera.

Donegal ha ancora un dito sul tasto nero del piano alle nostre spalle.

"Dovevo farlo" -sorride Don,- "le storie d'amore mi intristiscono sempre".




HB